Alessia D’Errigo- GESTUAZIONE
Io amo le Adeli. Le amo con un amore che spacca il petto. Che sale dalla terra, come un grido antico, come un tamburo che batte nella carne prima ancora che nella mente.
Amo le Adeli perché non sanno fingere. Perché portano dentro la febbre del vero, quella che brucia anche quando non si vede. Le amo perché sono crepe, e le crepe sono ferite, e le ferite sono porte.
Amo Adela che urla, che ama, che sfida. Amo il suo corpo che non si piega, il suo cuore che si dona intero, anche se costa tutto. Anche se la fine ha già il suo odore.
Ma non è solo lei. No. Io amo tutte le Adeli. Quelle che restano in silenzio, con le mani chiuse e la bocca serrata, ma dentro… dentro hanno un temporale.
Le amo perché tremano. Perché ascoltano il sangue e non la legge. Perché anche nel gelo, nel lutto, nell’obbedienza che uccide, conservano una scintilla che dice: Io sono.
Le amo perché mi somigliano. Perché anch’io ho conosciuto stanze senza finestre, desideri che non avevano nome, e giorni in cui l’unica verità stava nel corpo che chiedeva di vivere.
Amo le Adeli come si ama il fuoco. Non perché scalda, ma perché brucia ciò che non serve più. Perché accende la verità, e la verità… non si può chiudere in gabbia.
Io vi amo, Adeli mie, sorelle del margine.
Vi amo perché cadete, ma nel cadere non rinunciate mai al vostro nome. Non barattate mai l’anima per la pace.
E allora vi chiamo. Vi chiamo nel buio, vi chiamo nella veglia, vi chiamo mentre danzo a piedi nudi sulla cenere dei miei doveri.
Vi chiamo perché siete vive, anche quando vi credono spente.
E io… io sono viva con voi.
Gestuazione “ADELE NON PUÒ MORIRE” questa sera al Fondo Verri ore 21.00
