COME UN FILO D‟ERBA per i cent’anni di Scotellaro

Questo tributo a Rocco Scotellaro è un fuoco sulla Poesia dell’autore, senza dubbio legata alla sua biografia e ai suoi natali, ma che merita assoluto rispetto a prescindere dalla contingenza spazio-temporale in cui è nata e maturata. Un canto generato dalle circostanze storiche di una Lucania e di un Sud intero che provavano a prendere coscienza della propria condizione sociale e culturale: una ripartenza cosciente, dalla propria situazione arcaica ad un’arcadia di emancipazione e controllo del proprio destino.

La forza dirompente del suo Verso, solo oggi e con forte ritardo, comincia ad essere concepita come metafora efficace e travolgente, che prova a districarsi e a disincastrarsi da un posticcio, oleografico, (ormai) inefficace neorealismo meridionale. Ecco, quindi, che si comincia a rileggerlo per quello che è stato, in primis: un Poeta. Quando è tale, la Poesia diluisce e scontorna tutti i limiti del tempo e dello spazio, per farsi messaggera di istanze universali.

Un ordito che annoda la sua poesia e la sua prosa a brani musicali di più latitudini, proprio a sottolineare il respiro non solo regionale e localistico della sua opera: una regione del cuore e del pensiero, dunque, che travalica i confini di qualsiasi natura.

COME UN FILO D‟ERBA prova ad essere un tributo a quella creatura fragile e dirompente che è la Poesia, un urlo che è già rivoluzione prima di essere emesso.

Rocco Capri Chiumarulo voce, canto – Paolo Mastronardi chitarra

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